Quali sono le nuove frontiere della comunicazione digitale? Se n’è parlato nel corso del principale evento italiano dedicato al Programmatic Advertising. Due giornate interamente rivolte all’approfondimento e alla conoscenza delle nuove opportunità offerte dalla tecnologia, dai dati e dall’automazione al mondo della comunicazione pubblicitaria, con esperti del settore.

Uno dei temi emersi nel corso della prima giornata di Programmatic Day(s) è stato quello della “trasparenza”. A questo proposito Alfonso Zito – Head of Annalect Technology (Omnicom Media Group) – che è salito sul palco nel corso della tavola rotonda “Trasparenza nel Programmatic: a che punto siamo?” commenta:

“Il programmatic offre diverse soluzioni in termine di controllo qualitativo della delivery di campagna. Basti pensare a quante leve sono disponibili, ad oggi, per minimizzare i rischi di erogare impressions in contesti non safe o non compliant con quello dell’inserzionista: Kw contextual, ad esempio, per erogare la campagna solo in contesti similari alle Kw selezionate ad inizio campagna o, in caso di Kw negativo, per evitare l’erogazione in contesti non appropriati. Per non parlare di strumenti di Brand safety che ci permettono letteralmente di bloccare le impressions in contenuti non safe o, in molità pre-bid, di evitarne addirittura l’acquisto, cosa non possibile in attività reservation.

La trasparenza è un tema di assoluta importanza per me e per il gruppo che rappresento oggi. Ed è per questo che stiamo applicando sulle pianificazioni programmatiche modalità di acquisto degli spazi secondo logiche innovative quali il CPVM, più semplicemente chiamato cost per valuable impressions. Questo ci permette, grazie all’ecosistema di monitoring dei KPI offerto dalle tecnologie presenti oggi sul mercato e ad un team di analisti dedicato, di acquistare i migliori spazi ad un costo per valuable impressions ponderato rispetto alle performance degli spazi secondo metriche evolute quali, ad esempio, la viewability %. Due publisher, a parità di CPM, possono avere diverse perfomance in termini assolute e, quindi, diversi CPVM potenziali. Secondo questo scenario, visto che disponiamo della tecnologia per monitorarlo, perché non privilegiare un buying più etico e trasparente per il cliente privilegiando spazi maggiormente qualitativi che rispondono in maniera migliore ai KPI richiesti dal cliente?”.

Della seconda giornata, dedicata ai dati sugli investimenti, all’evoluzione qualitativa dei formati e all’espansione del Programmatic a mezzi come l’Out Of Home e la TV, ce ne parla Paola Patrini, Research Director di PHD:

“L’evento di quest’anno è stato ricco di contenuti e speech interessanti, come quello di Oliver Kanders di Zeotap che ha messo in scena una vera e propria pièce teatrale paragonando il mondo del Programmatic a quello dei Pirati.

Il VP Marketing della piattaforma ad-tech ha descritto le misure da adottare per garantire qualità nel mercato della pubblicità digitale, “svestendosi” letteralmente dei panni del pirata, sfatando miti e affrontando problematiche relative al trattamento del dato.

Degno di nota anche l’intervento su Addressable TV: Europe’s Overview. L’acquisto in programmatico non riguarda solo il mondo puramente digitale ma anche il mezzo per eccellenza la TV. L’offerta di Addressable TV nel nostro Paese si sta ampliando e non riguarda più solo i big player come Mediaset e Sky. Stiamo passando da una fase di testing ad una più matura del prodotto.

Un’analisi lucida dell’evoluzione del Programmatic in Italia da parte di Patrizia Conte di Oyster, con un’attenzione particolare al fattore umano (come si prendono le decisioni, il sistema cognitivo) per cercare di comprendere come le soluzioni tecnologiche possono interpretare al meglio queste variabili.

Infine, molto attuale l’intervento di Ciaopeople, che ha affrontato da un punto di vista di etica dell’editore i temi dello scandalo di Cambridge Analytica sottolineando l’importanza di veicolare notizie vere e di qualità.”