{"id":21623,"date":"2019-04-30T10:36:19","date_gmt":"2019-04-30T09:36:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.phdmedia.com_\/italy\/?p=21623"},"modified":"2019-04-30T13:22:54","modified_gmt":"2019-04-30T12:22:54","slug":"the-fablab","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/the-fablab\/","title":{"rendered":"Il divertimento? \u00c8 la strada maestra per l\u2019innovazione"},"content":{"rendered":"<p>Massimo Temporelli \u00e8 presidente e founder di The FabLab, rete di laboratori di fabbricazione digitale e prototipazione rapida, in cui stampa 3d, internet delle cose e robotica cambiano il modo di progettare e produrre. Ma \u00e8 anche divulgatore scientifico, conduttore di programmi tv e radio, professore universitario, scrittore e direttore scientifico della collana \u201cMicroscopi\u201d di Hoepli. Ed \u00e8 soprattutto un innovatore, capace di guardare \u201coltre\u201d con estrema facilit\u00e0. Sul binomio che d\u00e0 il nome a questo progetto, Massimo non ha nessun dubbio: \u201cIl divertimento \u2013 spiega \u2013 \u00e8 la strada maestra per l\u2019adozione delle nuove tecnologie\u201d. Il suo ultimo libro &#8220;Leonardo primo designer&#8221; \u00e8 dedicato a\u00a0Leonardo Da Vinci, osservato da una nuova prospettiva: non come artista, architetto, ingegnere o scienziato, ma come designer. E di una cosa \u00e8 certo: oggi Leonardo sarebbe uno degli sperimentatori dell\u2019intelligenza artificiale. Come l\u2019avrebbe utilizzata ai suoi tempi? Per far divertire gli ospiti nelle feste di corte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-content\/uploads\/sites\/126\/2019\/04\/Copertina_-AI-love-FUN_PHD_2019_aprile_bn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-21627 size-large\" src=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-content\/uploads\/sites\/126\/2019\/04\/Copertina_-AI-love-FUN_PHD_2019_aprile_bn-878x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"878\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-content\/uploads\/sites\/126\/2019\/04\/Copertina_-AI-love-FUN_PHD_2019_aprile_bn-878x1024.jpg 878w, https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-content\/uploads\/sites\/126\/2019\/04\/Copertina_-AI-love-FUN_PHD_2019_aprile_bn-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-content\/uploads\/sites\/126\/2019\/04\/Copertina_-AI-love-FUN_PHD_2019_aprile_bn-768x896.jpg 768w, https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-content\/uploads\/sites\/126\/2019\/04\/Copertina_-AI-love-FUN_PHD_2019_aprile_bn.jpg 1739w\" sizes=\"auto, (max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Cosa pensi di questo connubio tra intelligenza artificiale e divertimento?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che, come in tutte le cose che hanno a che fare con l\u2019innovazione, sia forse l\u2019unica strada per far s\u00ec che queste tecnologie vengano adottate. Partire dal divertimento, dal fatto che queste tecnologie ci possano intrattenere, almeno in una prima fase, \u00e8 fondamentale: non credo ci sia un modo pi\u00f9 adatto per \u201cappiccicare\u201d alla mente degli umani cose nuove. Si fa nella scuola: io, per esempio, adotto spesso nelle aule che frequento il concetto di \u201ceducazione informale\u201d, che definisce quei luoghi dell\u2019apprendimento al confine tra il divertimento e la conoscenza. Penso ai giocattoli educativi, come Lego, che si occupano di robotica. Il grande educatore Seymour Papert li chiama \u201cartefatti cognitivi\u201d, oggetti che ci permettono di pensare in modo nuovo. Se noi adulti iniziassimo ad avere come compagni di gioco, di attivit\u00e0 ludiche queste tecnologie, piano piano potrebbero entrare all\u2019interno del nostro campo d\u2019azione pi\u00f9 vasto. Mi viene in mente il personal computer: io sono degli anni \u201970 e per me il pc all\u2019inizio \u00e8 stato, soprattutto, un luogo di gioco. Quindi viva il rapporto tra il divertimento, l\u2019intrattenimento e le intelligenze artificiali.<\/p>\n<p><strong>Lo &#8220;storytelling&#8221; legato all&#8217;AI ha spesso le tinte del noir, se non del thriller: l&#8217;AI ruber\u00e0 il lavoro, sar\u00e0 un pericolo per l&#8217;uomo etc. Perch\u00e9 secondo te?<\/strong><\/p>\n<p>Ho una risposta \u201cpreconfezionata\u201d, scritta da un\u2019altra persona di cui non ricordo il nome ma che rubo come citazione: \u201cpensate cosa sarebbe successo se gli umani inventando l\u2019aeroplano l\u2019avessero chiamato uccello artificiale. La paura di salire su un uccello artificiale ci avrebbe bloccati come viaggiatori aerei\u201d. In realt\u00e0 l\u2019intelligenza artificiale non simuler\u00e0 mai la nostra intelligenza, non sar\u00e0 paragonabile a noi umani, quindi il primo fattore sta proprio nel nome. Le intelligenze artificiali saranno di completamento, di corredo, di arricchimento delle intelligenze naturali. \u00c8\u00a0chiaro che un umano deve per\u00f2 metterla in campo l\u2019intelligenza e il problema \u00e8 che molti umani oggi non lo fanno, non usano &#8211; questo intendo per intelligenza &#8211; la capacit\u00e0 di risolvere problemi, di immaginare, di progettare. Purtroppo molti, non tutti, nel mondo del lavoro oggi ripetono azioni studiate da qualcun altro, ingegnerizzate da qualcun altro (le ragioni sono storiche, stanno nel taylorismo, nel fordismo). L\u00ec le intelligenze artificiali saranno \u201cspietate\u201d ed \u00e8 giusto cos\u00ec, perch\u00e9 credo che l\u2019umanit\u00e0 meriti di pi\u00f9 di quello che ha fatto nel \u2018900: la possibilit\u00e0, cio\u00e8, di prendere di nuovo in mano la capacit\u00e0 di progettazione, di immaginazione e di usarla anche nel lavoro, non solo nel tempo libero. Nel XXI secolo, dunque, le intelligenze artificiali sostituiranno tutti quei lavori ripetitivi, di memoria, di attenzione che probabilmente faranno meglio le macchine, mentre tutta la parte pi\u00f9 complessa \u2013 e pi\u00f9 affascinante dico io \u2013 verr\u00e0 fatta dagli uomini. E per lavori ripetitivi intendo anche cose che una volta venivano considerate sofisticate, come l\u2019osservazione delle lastre radiologiche, per cui \u00e8 necessaria una laurea, un tirocinio: oggi l\u2019intelligenza artificiale in quel lavoro \u00e8 cento volte pi\u00f9 brava di un umano. Cosa far\u00e0 allora quell\u2019umano? Si rapporter\u00e0 con i pazienti, creer\u00e0 empatie, disegner\u00e0 le cure, tutte cose che una macchina non sapr\u00e0 fare.<\/p>\n<p>I<strong>l modo di comunicare tra uomini e macchine comprender\u00e0 anche l&#8217;ironia e il sarcasmo? I robot saranno in grado di decodificare questa cifra espressiva? Per quanto riguarda l&#8217;uso degli smart speaker, per esempio, la rete \u00e8 piena di gag, di situazioni ridicole proprio per la mancata comprensione\u2026<\/strong><\/p>\n<p>In questo momento su questo fronte c\u2019\u00e8 un vuoto nelle scuole di design e nelle aziende, dove si punta molto sull\u2019ergonomia, ma l\u2019ergonomia, la forma oggi \u00e8 legata a come interagiremo empaticamente con gli oggetti, non pi\u00f9 solo con i sensi, anche con la mente. Quindi una sedia che ti parla va progettata, non la stiamo progettando, \u00e8 questo il problema. Che cosa ci dovr\u00e0 dire? Come ce lo dovr\u00e0 dire? Con che tono, con quale libert\u00e0? Naturalmente non saranno simpatici come Bisio ma saranno oggetti che per avere successo sul mercato dovranno darci un\u2019empatia. Sono queste le domande su cui dovremmo interrogarci oggi e iniziare a sperimentare. Le \u201cgag\u201d in rete hanno a che fare con la stupidit\u00e0 empatica di queste macchine, che non sanno riconoscere un tono di voce scherzoso da quello serio. Dimostrano che bisogna lavorare in quella direzione. Se le intelligenze artificiali entreranno nella nostra societ\u00e0, oltre a farci divertire dovranno anche farci sentire, o farsi sentire, pi\u00f9 umane, meno stupide, meno meccaniche.<\/p>\n<p><strong>Spesso per misurare, o rendere evidenti, i progressi nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale si sfruttano situazioni in cui emerge la competizione con l&#8217;intelligenza umana, anche nel gioco, come nella celeberrima sfida Deep Blue \u2013 Kasparov. Sar\u00e0 la competizione o la collaborazione la chiave di avanzamento, sia della ricerca che della comunicazione, nel settore?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Bella domanda. Credo sar\u00e0 un mix delle due cose. Da un lato l\u2019uomo ha gi\u00e0 la volont\u00e0, la voglia di incontrare una nuova forma di intelligenza. A me, in particolare, visto che in 46 anni ne ho incontrate tante di quelle naturali, piacerebbe incontrarne una artificiale e l\u2019idea di sfidarla mi stimola. Naturalmente, dovendo affiancarsi agli umani, l\u2019intelligenza artificiale non potr\u00e0 essere troppo \u201csbruffona\u201d e obbligare tutti a sentirsi sotto scacco, a dover continuare a competere. La giusta via di mezzo sar\u00e0 quella per cui sar\u00e0 l\u2019umano stesso a decidere quale tipo di interazione avr\u00e0 con la macchina.\u00a0\u00c8 un po\u2019 quello che facciamo con gli amici: io ho amici con cui mi comporto pi\u00f9 da spavaldo, altri con cui sono pi\u00f9 accondiscendente. Le intelligenze artificiali del futuro si adegueranno all\u2019umano che avranno davanti, ma sar\u00e0 il progettista a far s\u00ec che succeda. A me piace la competizione, per carattere, ma ci saranno invece umani che avranno bisogno di pi\u00f9 tenerezza. Vorrei che all\u2019interno dei team che progettano queste macchine ci fossero, non solo ingegneri, ma anche psicologi, antropologi, filosofi, storici, storici dell\u2019arte. E di nuovo torniamo a un mondo \u201cbello\u201d, in cui i saperi si compenetrano, come nel Rinascimento, quando le botteghe erano zeppe di competenze, anche molto diverse tra loro.<\/p>\n<p><strong><b>\u00c8<\/b>\u00a0appena uscito il tuo ultimo libro &#8220;Leonardo primo designer&#8221; dedicato a\u00a0Leonardo Da Vinci osservato da una nuova prospettiva, quella del designer. Cosa avrebbe detto Leonardo dell&#8217;intelligenza artificiale? In che modo l&#8217;avrebbe approfondita? Anche dal lato divertente?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto l\u2019avrebbe usata, oggi sarebbe sicuramente uno degli sperimentatori d\u2019avanguardia nel settore. Per quanto riguarda il divertimento, poi, lui era uno che si divertiva molto: dalle fonti, seppure poche, che abbiamo a disposizione emerge un uomo \u201cfun\u201d, molto ironico, amante del buon cibo e della compagnia. Sicuramente avrebbe usato l\u2019intelligenza artificiale in qualche festa, lui era noto anche come architetto e designer di feste, soprattutto per Lodovico Il Moro: sicuramente con l\u2019AI avrebbe fatto qualche gioco di corte. All\u2019epoca usava gli automi, il leone di Leonardo \u00e8 famoso per aver colpito l\u2019immaginazione di molti astanti durante le feste, cos\u00ec come l\u2019aliante che volava sopra le persone, o gli uccelli meccanici. Poi sicuramente l\u2019avrebbe sperimentata e ne avrebbe scritto nei suoi codici. Sarebbe bellissimo poterlo riesumare per vederlo alla prova con la robotica, con le stampanti 3d. Nel mio libro scrivo proprio di un Leonardo nel Ventunesimo secolo alle prese con queste tecnologie\u2026 magari sarebbe in uno dei miei FabLab.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/ai-love-fun\/\">AI &#x2665; FUN<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimo Temporelli \u00e8 presidente e founder di The FabLab, rete di laboratori di fabbricazione digitale e prototipazione rapida, in cui stampa 3d, internet delle cose e robotica cambiano il modo di progettare e produrre. Ma \u00e8 anche divulgatore scientifico, conduttore di programmi tv e radio, professore universitario, scrittore e direttore scientifico della collana \u201cMicroscopi\u201d di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":74,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[495,505,492],"tags":[1300],"class_list":["post-21623","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-artificial-intelligence-worldwide","category-gamification-global","category-news","tag-ai--fun"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/users\/74"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21623"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21623\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.phdmedia.com\/greece\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}