{"id":21426,"date":"2019-01-29T10:00:18","date_gmt":"2019-01-29T10:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.phdmedia.com_\/italy\/?p=21426"},"modified":"2019-02-26T10:39:42","modified_gmt":"2019-02-26T10:39:42","slug":"flow-factory","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/flow-factory\/","title":{"rendered":"ESCAPE ROOM + ARTIFICIAL INTELLIGENCE = AUGMENTED FUN"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Flow Factory, la prima escape room italiana governata dall\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p><em>Ricordate Rubik, quello del cubo? C&#8217;entra anche lui, ci spiega il Ceo Matteo Pella.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2019\/01\/Copertina-DEF.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-21514\" src=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2019\/01\/Copertina-DEF-257x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2019\/01\/Copertina-DEF-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2019\/01\/Copertina-DEF-768x896.jpg 768w, https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2019\/01\/Copertina-DEF-878x1024.jpg 878w, https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/wp-content\/uploads\/sites\/27\/2019\/01\/Copertina-DEF.jpg 1425w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le escape room sono il fenomeno del momento, l&#8217;ultima moda in fatto di intrattenimento e divertimento, ma non solo: per molte aziende sono un\u2019ottima esperienza di team building. Nate in Giappone nella seconda met\u00e0 degli anni 2000, le escape room si sono diffuse rapidamente, soprattutto negli Stati Uniti. Da qualche anno \u00e8 boom anche in Europa, Italia compresa, dove se ne contano ormai decine, da Nord a Sud. E quando un fenomeno di mercato entra nell\u2019immaginario collettivo ecco che arriva anche il film: \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6dSKUoV0SNI\">Escape room<\/a>\u201d, appunto, genere thriller, appena uscito negli USA, in Italia a marzo (i pi\u00f9 nerd, per\u00f2, ricorderanno un episodio dell\u2019ottava serie di \u201c<a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/title\/tt3862714\/\">The Big Bang Theory<\/a>\u201d \u2013 era il 2015 &#8211; in cui i protagonisti risolvono il caso in 6 minuti, anzich\u00e9 nei 60 previsti\u2026 e non c\u2019era Sheldon!).<\/p>\n<p>Questi giochi di fuga dal vivo, ad alto tasso di condivisione, consistono in una serie di rompicapo proposti a un gruppo di concorrenti rinchiusi in una stanza, perlopi\u00f9 a tema, cos\u00ec da \u201cmettere in scena\u201d un\u2019avventura (horror, fantasy, storica, la scelta \u00e8 infinita e, spesso, personalizzabile). La via d\u2019uscita, entro un limite di tempo prestabilito, sar\u00e0 tanto pi\u00f9 facile quanto pi\u00f9 immediata la risoluzione degli enigmi. Logica, intuito e gioco di squadra gli elementi fondamentali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.flow-factory.net\/\">Flow Factory<\/a>, a Milano, \u00e8 la prima escape room italiana \u201cgovernata\u201d dall\u2019intelligenza artificiale: una storia perfetta per &#8220;AI &#x2665; FUN&#8221;. Il format arriva dall\u2019Ungheria, capitale europea del settore &#8211; ci spiega il Ceo Matteo Pella &#8211; e tra i quattro ideatori settantenni c\u2019\u00e8 anche Erno Rubik, quello del cubo, il principe dei rompicapi.<\/p>\n<p><strong>Come funziona Flow Factory? <\/strong><\/p>\n<p>Quasi ogni elemento nelle stanze (oggetti, superfici, leve, pulsanti, manopole ecc) \u00e8 sensorizzato. Le tecnologie utilizzate sono diverse: radiofrequenza, riconoscimento cromatico, temperatura, celle di carico. Tutti questi sensori fanno s\u00ec che il software di gestione della stanza sappia sempre cosa stanno facendo i giocatori e, soprattutto, se si stanno avvicinando o allontanando dalla soluzione del singolo enigma o della stanza nel suo complesso. Tutto ci\u00f2 consente di decidere \u201cin real time\u201d come dosare gli aiuti e come farli arrivare al giocatore, per evitare che si crei una situazione di \u201cstallo\u201d nel gioco. Analogamente, se ci troviamo davanti al \u201cgenio\u201d di turno, l\u2019AI pu\u00f2 decidere di rendere alcuni \u201cpuzzle\u201d pi\u00f9 complicati.<\/p>\n<p><strong>In che modo l\u2019intelligenza artificiale modifica la dinamica di gioco?<\/strong><\/p>\n<p>La dinamica tradizionale degli aiuti tramite il Game Master ha retto le escape room sino ad ora e continuer\u00e0 a farlo, ma il fatto di non dover dipendere da un elemento esterno alla stanza rende l\u2019esperienza totalmente immersiva. In Flow Factory, da quando entri e ti cali nella storia fino a quando esci, puoi vivere il tuo ruolo, la tua avventura, senza nessuna \u201cemersione\u201d per interfacciarti con chi sta fuori. La gente paga per vivere emozioni ed esperienze: tanto pi\u00f9 l\u2019esperienza \u00e8 vivida, coerente e immersiva, appunto, tanto maggiore \u00e8 la soddisfazione finale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le caratteristiche (doti, capacit\u00e0, emozioni) che fanno la differenza in questa esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>La curiosit\u00e0, il saper pensare lateralmente, \u201cout of the box\u201d, la capacit\u00e0 di osservazione\u2026 ma tutto questo \u00e8 nulla senza la voglia di mettersi in gioco con la propria squadra: l\u2019errore pi\u00f9 grande \u00e8 quello di \u201crestare coperti\u201d per paura di fare una figuraccia. Parola d\u2019ordine: sperimentare e \u201csporcarsi le mani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea? Vi siete ispirati ad altre realt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Gli ideatori di Flow Factory sono degli arzilli ungheresi (et\u00e0 media 70 anni), quattro amici tra cui Laszlo Mero, professore universitario con cattedra in matematica e psicologia, poi c\u2019\u00e8 anche lo zampino di Erno Rubik, \u201cquello del Cubo\u201d. Ci siamo ispirati ad altre realt\u00e0 solo per escludere gli elementi gi\u00e0 utilizzati altrove, cos\u00ec da realizzare qualcosa di innovativo e diverso: ad esempio abbiamo totalmente eliminato lucchetti, chiavi e combinazioni che abbondano nelle escape room di prima generazione. Abbiamo anche abbandonato i temi horror: la paura \u00e8 un\u2019emozione fantastica per vendere, ma si adatta male al nostro cliente primario ossia le aziende.<\/p>\n<p><strong>Infatti la vostra \u00e8 una formula molto utilizzata nel team building, perch\u00e9? <\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 il tipo di engagement che genera e le emozioni che si vivono la rendono un momento sorprendentemente piacevole: i gruppi aziendali entrano con un linguaggio del corpo che rende evidente un\u2019aspettativa medio bassa, ma escono completamente conquistati ed entusiasti, pronti per un secondo round. L\u2019altro elemento vincente sta nel fatto che chiunque pu\u00f2 vivere questa esperienza, a differenza di altre attivit\u00e0 di team building in cui la componente fisica gioca un fattore rilevante: dentro un\u2019escape room tutti possono vivere la propria avventura e mettersi in gioco senza disparit\u00e0, il manager e lo stagista, l\u2019atletico e l\u2019impacciato. \u00c8 una formula \u201cuniversale\u201d e anche decisamente \u201ccost effective\u201d.<\/p>\n<p><strong>Allestimenti \/ situazioni particolari che avete creato? <\/strong><\/p>\n<p>Per l\u2019evento di lancio di un album per Warner Music e Spotify abbiamo realizzato una stanza completamente tematizzata attorno a un artista (Shade) e per Natale l\u2019evento aziendale di \u201cSua Influencerit\u00e0\u201d Chiara Ferragni. In entrambi i casi mi sono molto divertito.<\/p>\n<p><strong>Per l\u2019AI avete un team dedicato interno o fate capo a realt\u00e0 esterne?<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei fondatori e project leader di Flow Factory \u00e8 un ingegnere informatico che negli anni \u201880 ha dato vita a una grossa azienda che realizza software per il disegno tecnico. Dopo aver quotato l\u2019azienda in Germania, ha continuato a interessarsi a nuovi modi di utilizzare l\u2019informatica, nelle sue varie declinazioni. Si \u00e8 circondato di un team di quattro giovani ingegneri e a Budapest, la culla degli escape games in Europa, ha avviato il laboratorio dove tuttora produciamo le nostre stanze.<\/p>\n<p><strong>Progetti per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Crescere! Abbiamo in progetto un\u2019apertura all\u2019estero entro il 2019 e un\u2019altra flagship in Italia. Crescere e sviluppare nuove stanze richiede capitali e dopo il primo round di finanziamenti siamo aperti a nuovi possibili partner, in Italia e fuori confine. Se si trattasse di portatori di nuove tecnologie, sicuramente ci troverebbero aperti a nuovi scenari.<\/p>\n<p><strong>Quali sviluppi s\u2019immagina per le tecnologie pi\u00f9 avanzate applicate al mondo del divertimento? \u00c8 un settore promettente?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, direi che l\u2019intrattenimento \u00e8 da parecchio tempo uno dei settori dove le nuove tecnologie trovano sperimentazione e sfogo prima e applicazione sistematica poi. La cosa affascinante \u00e8 che, comunque, dietro all\u2019ingrediente fondamentale del prodotto di intrattenimento, cio\u00e8 la creativit\u00e0, c\u2019\u00e8 l\u2019uomo. Finch\u00e9 la macchina non sar\u00e0 capace di vivere e descrivere tutta la gamma di emozioni di cui l\u2019uomo \u00e8 capace, questa parte del processo rester\u00e0 saldamente \u201cumana\u201d. In tempi in cui a dominare \u00e8 la dimensione virtuale, credo che ci sar\u00e0 un ritorno delle esperienze iperrealistiche. Un po\u2019 come \u00e8 avvenuto nella cucina: dopo anni di cucina molecolare, concettuale, arie di rabarbaro e finti caviali di cardamomo, c\u2019\u00e8 un ritorno alle preparazioni tradizionali, realizzate con gli ingredienti migliori possibili, ovviamente, per riprendere contatto con la nostra parte pi\u00f9 \u201cancestrale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Questo progetto editoriale intende raccontare il lato divertente dell\u2019AI, sono in molti per\u00f2 a temere le conseguenze negative di un\u2019applicazione su larga scala di questa tecnologia: dalla perdita di posti di lavoro fino alle minacce pi\u00f9 apocalittiche per l\u2019umanit\u00e0. Cosa ne pensa? <\/strong><\/p>\n<p>Wow\u2026 discorso pi\u00f9 adatto a chi \u201cfa\u201d scienza piuttosto che business. Dal mio modesto punto di vista \u00e8 una normale, inevitabile evoluzione. In tutte le fasi storiche che hanno visto radicali cambiamenti tecnologici, si sono temute conseguenze maggiori di quelle che si sono poi verificate e le nuove opportunit\u00e0 hanno controbilanciato la diminuita necessit\u00e0 di intervento umano nei processi lavorativi. Se dovessi dire la mia alle generazioni a venire direi: investite su qualcosa in cui, per ora, una macchina non pu\u00f2 sostituirci, come l\u2019empatia, la creativit\u00e0, la sregolatezza che accompagna il genio e che \u00e8 frutto di quello che si \u201csente\u201d e non di quello che si \u201ccodifica\u201d. Il progresso tecnologico ci ha consegnato macchine con braccia pi\u00f9 forti, gambe pi\u00f9 veloci e occhi pi\u00f9 capaci dei nostri, ma la sensibilit\u00e0, la capacit\u00e0 di provare e trasferire emozioni \u00e8 una prerogativa ancora tutta nostra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui il comunicato di lancio del progetto <a href=\"https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/ai-love-fun\/\">AI &#x2665; FUN<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Flow Factory, la prima escape room italiana governata dall\u2019intelligenza artificiale. Ricordate Rubik, quello del cubo? C&#8217;entra anche lui, ci spiega il Ceo Matteo Pella. &nbsp; Le escape room sono il fenomeno del momento, l&#8217;ultima moda in fatto di intrattenimento e divertimento, ma non solo: per molte aziende sono un\u2019ottima esperienza di team building. 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