{"id":22006,"date":"2020-06-25T11:31:03","date_gmt":"2020-06-25T10:31:03","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.phdmedia.com_\/italy\/?p=22006"},"modified":"2020-06-25T13:18:24","modified_gmt":"2020-06-25T12:18:24","slug":"la-privacy-di-essere-immuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.phdmedia.com\/italy\/la-privacy-di-essere-immuni\/","title":{"rendered":"PHD Italia presenta la ricerca \u201cLa privacy di essere Immuni\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Per controllare il virus, il Governo ha attuato una serie di normative atte a salvaguardare la salute dei cittadini, tra queste la scelta dell\u2019app Immuni per la gestione del contact tracing nella cosiddetta \u201cfase2\u201d. L\u2019utilizzo dell\u2019applicazione per far fronte all\u2019emergenza sanitaria in corso \u00e8 uno dei temi al centro dell\u2019attuale dibattito italiano: capire oggi se ci sono e quali sono le eventuali preoccupazioni e le potenziali resistenze diventa la chiave per impostare correttamente l\u2019imminente campagna di lancio dell\u2019app anti Covid-19.<\/p>\n<p>Con la ricerca \u201c<strong>La privacy di essere Immuni\u201d<\/strong>, PHD Italia &#8211; agenzia media e di comunicazione di Omnicom Media Group &#8211; ha indagato il valore dei dati personali e della protezione del loro valore in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata condotta nella prima met\u00e0 di aprile: 1.000 interviste online su un campione rappresentativo della popolazione italiana (18\/64 anni).<\/p>\n<p><strong>Sinossi<\/strong><\/p>\n<p>Il valore dei dati personali e delle privacy ai tempi del Covid-19 &#8211; Una ricerca di PHD Italia indaga le opinioni degli italiani per capire oggi, alla vigilia del lancio dell\u2019applicazione Immuni, se possa realmente essere una soluzione e risultare efficace.<\/p>\n<p>Conoscenza, percezione, soglie di accettazione, le paure e le preoccupazioni degli italiani nei confronti delle applicazioni tecnologiche che sfruttano nel modo pi\u00f9 avanzato la raccolta e l\u2019analisi dei dati personali.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la predisposizione degli italiani? Quanto sono disposti a essere monitorati accettando di fornire i propri dati personali in cambio di una maggiore sicurezza sanitaria? Quali le preoccupazioni e le possibili resistenze, che potrebbero inficiarne l\u2019efficacia? Quali le possibili soluzioni in termini di comunicazione?<\/p>\n<p><strong>Qualche dato<\/strong><\/p>\n<p>Tra altre evidenze, dallo studio emerge che gli italiani, nella scelta tra salute e privacy, siano per lo pi\u00f9 favorevoli ad utilizzare l\u2019app a costo di sacrificare i propri dati personali: infatti se il <strong>69%<\/strong> degli intervistati si dichiara <strong>consapevole del valore commerciale delle proprie informazioni private<\/strong>, il <strong>58%<\/strong> \u00e8 comunque <strong>disponibile a cederli alle istituzioni<\/strong> in virt\u00f9 di una maggiore tutela della salute propria e degli altri. Percentuale che scenderebbe per\u00f2 al <strong>39%<\/strong> se questa <strong>cessione fosse imposta<\/strong>.<\/p>\n<p>Considerando a garanzia del successo dell\u2019app una soglia di partecipazione minima del 60% degli italiani, bisogna tener presente che solo il 73% (+14 anni) utilizza uno smartphone (vs l\u201987% che possiede un mobile device): questo significa che per raggiungere la soglia minima, circa l\u2019<strong>83%<\/strong> dei possessori di smartphone <strong>dovrebbe scaricare l\u2019applicazione<\/strong>, solo cos\u00ec quel consenso inizialmente accordato del 58% salirebbe di circa il 40% in relazione a chi potrebbe tecnicamente farlo.<\/p>\n<p>Allarme o fiducia, cos\u00ec come controllo o disinvoltura nei confronti dei dati personali, sembrano viaggiare a velocit\u00e0 e con sfumature diverse a seconda del \u201cdata mindset\u201d degli intervistati.<\/p>\n<p>Capire oggi, alla vigilia del lancio, da chi \u00e8 composto il \u201c<strong>partito dei contrari<\/strong>\u201d alla condivisione dei propri dati personali &#8211; che risulterebbe essere il <strong>42%<\/strong> degli italiani &#8211; diventa cruciale: le loro preoccupazioni e le potenziali resistenze andrebbero disinnescate immediatamente al fine dell\u2019efficacia dell\u2019app, prima della loro propagazione tra l\u2019opinione pubblica e soprattutto prima di diventare l\u2019esca di una nuova pericolosa ondata di fake news. Dalla ricerca emerge infatti che solo il <strong>47% dei contrari si \u00e8 documentato<\/strong> rispetto al <strong>62% dei favorevoli<\/strong>, con il pericolo che l\u2019approfondimento avvenga attraverso fonti non ufficiali.<\/p>\n<p>L\u2019informazione sul tema dovr\u00e0 dunque essere chiara e semplice da comprendere ma anche rassicurante. Infatti solo il <strong>15%<\/strong> degli italiani <strong>padroneggia con disinvoltura la tecnologia<\/strong> e il <strong>55%<\/strong>, proprio <strong>a causa di una conoscenza basica<\/strong>, <strong>la guarda con diffidenza<\/strong> e allarme, chiedendosi che fine faranno i propri dati una volta che tutto questo sar\u00e0 superato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un aspetto emotivo da non sottovalutare: il cuore del partito dei contrari \u00e8 capitanato dai cosiddetti \u201c<strong>disgustati<\/strong>\u201d da questa situazione e da come le istituzioni hanno gestito l\u2019emergenza: sono 1 italiano su 3 e si tratta di quel <strong>28%<\/strong> di italiani pi\u00f9 sensibile al tema complottista, che teme il \u201ccontrollo sociale\u201d e il forzato cambiamento delle proprie abitudini come principale risvolto della cessione dei dati personali per sconfiggere il coronavirus.<\/p>\n<p>Il \u201c<strong>partito dei favorevoli<\/strong>\u201d potr\u00e0 invece essere un prezioso alleato, una sorta di influencer in grado di spostare con il proprio esempio l\u2019opinione pubblica verso una maggiore disponibilit\u00e0 a condividere i propri dati in nome di un bene comune. Non sono persone prive di dubbi sui pericoli di questo sistema ma, la convinzione che ci\u00f2 possa portare alla risoluzione pi\u00f9 rapida della pandemia insieme all\u2019opportunit\u00e0 di utilizzare questa soluzione come una sorta di \u201cpalestra\u201d per innovare i servizi di domani legati alla salute di tutti noi, li muove e con loro l\u2019opinione pubblica positiva.<\/p>\n<p>Le istituzioni dovranno sempre di pi\u00f9 concentrarsi su come ottenere la fiducia dei singoli utenti in merito alla gestione dei dati personali, da questo dipender\u00e0 il futuro nostro, delle nostre aziende e di tutti i settori della nostra vita, pubblica privata.<\/p>\n<p>Leggi l&#8217;articolo su <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/20_giugno_23\/app-immuni-58percento-italiani-favorevole-8866d090-b53b-11ea-b746-d1aa0702042a.shtml\">Corriere.it\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per controllare il virus, il Governo ha attuato una serie di normative atte a salvaguardare la salute dei cittadini, tra queste la scelta dell\u2019app Immuni per la gestione del contact tracing nella cosiddetta \u201cfase2\u201d. 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