L’emergenza sanitaria Covid-19 ha imposto una condizione di cattività domestica senza precedenti, fatta di severe misure di isolamento sociale, un coprifuoco collettivo globale che vincola a una nuova dimensione della quotidianità che può sopraffare.

Catapultati in un mondo diverso da quello conosciuto e alle prese con nuovi equilibri, la tecnologia ha dimostrato di avere nelle nostre vite un ruolo straordinario e abbiamo imparato che il lavoro non è un moto al luogo ma creazione di valore.

Esercizio ludico e catartico insieme, l’idea di questa raccolta – a partecipazione volontaria – nasce con la sola finalità di giocare per sentirci più vicini, attingendo alle nostre risorse più creative come cura all’ansia e alla preoccupazione per il futuro e come strategia per ricostruire un senso, mettere ordine nei pensieri come nelle stanze in cui oggi viviamo.

Il componimento poetico dell’haiku è stato lo spunto, quale arte terapeutica per esplorare l’animo e favorirne la guarigione. Alcuni più intimisti altri più ironici, sono i racconti di questo tempo, della nostra quarantena, alla ricerca di una nuova socialità; sono frammenti di un nuovo mondo in frenata dove tutto è a più di un metro di distanza; sono la nostra preghiera laica nello spazio di tre versi, al di là della suddivisione in more richiesta dalla tradizione giapponese, imprecisa dunque ma libera.

Gli Haiku di PHD