Di Paola Aureli, General Manager PHD Verona

 

Come quasi tutti gli anni, PHD sponsorizza il TEDx di Verona dove abbiamo un ufficio con tanti ragazzi e, in questa città dove ci si conosce un po’ tutti,  il TEDx è un bel modo per stare insieme e condividere la voglia di cose nuove.

Il titolo di quest’anno: “ZERO – la libertà di essere” (gran bel tema!).

Lo Zero può essere un nulla o un moltiplicatore, sta proprio in questo la libertà di essere quello che si vuole. Una nuova partenza, una nuova vita, una nuova casa, un nuovo lavoro, un nuovo amore oppure essere quello che si è e basta.

Sabato 4 maggio  – Il giorno dei Lab

Il flyer di presentazione riporta: Il LabDay è un’intera giornata dedicata all’ispirazione e alla formazione in spirito TED con un’interazione maggiore tra relatori e partecipanti… il tutto all’insegna dell’informalità e della dinamicità favorendo la contaminazione di idee in uno stesso luogo di libertà e confronto.

Allora eccoci, pronti per i Lab. Caspita, sono tanti e la scelta è difficile perché li si vorrebbero fare tutti. Al mattino scegliamo “Social Warning: quale futuro digitale per i giovani in Italia? ” e “Unlearning: impara, disimpara, reimpara”. Durante il primo, trascorriamo un’ora e mezza a confrontarci con due volontari del Movimento Etico Digitale. Essere adolescenti digitali in Italia oggi, cosa significa? Esiste una forma di educazione per questo fenomeno?  La cosa più interessante è stata che nessuno ha dato delle regole, ne è invece scaturito un dialogo sul modo diverso di approcciare la rete, e tutto portava all’essere e alle abitudini personali che coincidono in rete come nel mondo reale. Nel gioco dell’individuare il bene e il male della rete è emerso come ‘male’ la solitudine e come ‘bene’ il fatto di unire. Curioso no? Sicuramente fa riflettere.

Lab day, foto di TEDx Verona

L’ora e mezza del secondo Lab è volata: ha coinvolto tre diversi speaker che ci hanno raccontato come è importante disimparare per poter imparare di più. L’importanza di non cedere alle abitudini nei pensieri aiuta a progredire, senza però abbandonare gli insegnamenti del passato. Un esercizio difficile ma pieno di stimoli.

Nel pomeriggio ci lanciamo su “Un progetto di vita per tanti futuri possibili: come costruirlo senza paura?” e “Corso di Disegno Brutto”.

In un contesto in continuo e repentino cambiamento la persona può sperimentare, oggi più che mai, un senso di insicurezza che può generare paura. Un percorso di gruppo ci ha guidato a scoprire ed evidenziare le nostre capacità e debolezze, per metterle in fila e aiutarci nelle scelte, personali e lavorative, scegliendo non per noi stessi ma per un amico individuato nel lab stesso. È molto interessante vedere come diventa tutto più facile quando si danno dei consigli e non si decide per se stessi.

“Corso di Disegno Brutto”: è il corso per chi non sa disegnare. Un percorso pratico per imparare a utilizzare il disegno come strumento quotidiano di creatività, rompendo gli schemi delle nostre abitudini. Non è meraviglioso? Abbiamo disegnato delle facce, dei selciati, dei simboli, dei pasticci, sì dei pasticci che poi abbiamo fatto diventare qualcos’altro. Ci siamo portati a casa tanta energia e una gran voglia di disegnare. Chiudo il sabato con questo: “scriviamo (anche male), parliamo (anche male) ma se disegniamo male, smettiamo di farlo” (Guido Scarabottolo).

Domenica 5 maggio – Il giorno degli speaker

Impossibile fare una sintesi di interventi già racchiusi in massimo 18 minuti. Ogni relatore lascia qualcosa di diverso in ogni partecipante, arrivano messaggi che ognuno rielabora come il proprio sentire consente. Mi piace però riportare come gli organizzatori di TEDxVerona hanno presentato il tema di quest’anno come sintesi su tutta la giornata: “Compriamo in rete per avere spedizioni immediate. Cerchiamo offerte smart per navigare veloci. Viviamo di stories che durano ventiquattr’ore. Tutto è incredibilmente veloce: la nostra storia, il nostro ritmo, le nostre aspirazioni. E se vi dicessero che esiste un modo per fermare le cose, concentrarvi sull’essenziale e riportarvi allo zero? Zero è l’unico numero reale, né positivo né negativo. È l’elemento matematico che unito “n” volte a una cifra ne aumenta il valore, ma da solo vale zero. In informatica, zero è l’indicazione del punto d’inizio. Lo zero termico è lo spartiacque tra solido e liquido. È l’attimo in cui si compie l’eclisse, e ci fermiamo a guardare, sospesi tra buio e luce. Zero è un nome, che cambia viaggiando: nasce in India come sifr, passa per il mondo arabo, si associa al vento latino zephirum, arriva a noi dal veneziano zevero e diventa zero in italiano. All’origine significa “vuoto” che non vuol dire assenza di valore. Piuttosto, zero è lo spazio liberato. La pagina bianca. È la libertà di essere. Siate il punto d’inizio. Siate l’elemento essenziale. Siate Zero”.