Di Domenico Genovese, Digital & Innovation Manager PHD Italia.

 

Mentre la maggior parte delle big companies, indipendentemente dal mercato in cui operano, cercano ogni giorno nuove soluzioni tecnologiche da applicare a prodotti e processi obsoleti che garantiscano un vantaggio sui competitor, esiste un intero ecosistema che vive e si alimenta di questa linfa. L’evento organizzato da TechCrunch ogni anno a Berlino (versione europea del più ampio Disrupt di base a San Francisco) è una delle occasioni per dare un’occhiata a questo mondo.

La due giorni nella Berlin Arena si compone di un fitto programma di speech e diversi eventi collaterali che hanno l’obiettivo di stimolare e premiare l’inventiva di team provenienti da tutto il mondo. Sotto i riflettori dei tre palchi si alternano interviste e talk condotti dai giornalisti della redazione di TechCrunch che hanno come protagonisti VC e founder di startup da diverse parti del mondo che hanno raggiunto lo status di scale-up.  Oltre ai temi squisitamente tecnici, il focus è sulle soluzioni che impatteranno la vita di tutti noi nel prossimo futuro.

Sostenibilità. È senza dubbio il dibattito dell’anno. Forse del decennio. Dallo scontro sul cambiamento climatico, all’ascesa mediatica di Greta Thunberg, la riduzione dell’impatto delle attività umane sull’ambiente è l’obiettivo più urgente per privati, aziende e istituzioni. E due sono gli indiziati maggiori colpevoli di incrementare la nostra impronta ecologica: plastica e stile alimentare. A risolvere il primo problema ci prova Notpla, startup londinese che ha inventato Ooho, un packaging a base di vegetali e alghe, edibile e flessibile, che punta a sostituire la plastica nel confezionamento di cibi e salse.

 

Sul secondo punto, a mettere pace nell’eterna lotta tra onnivori e vegani potrebbero essere i ragazzi di Higher Steaks che attraverso sistemi di coltura cellulare, producono carne partendo da cellule animali, in maniera eco-friendly e animal-friendly. Insieme al prodotto più blasonato di Impossible Foods, a base vegetale, sono le due vie che permetteranno di mantenere le proprie abitudini alimentari riducendo al contempo gli effetti negativi ambientali.

Automazione.  Mentre una ricerca recente di Forbes sostiene che quasi metà delle startup europee classificate nel mondo dell’AI non fanno realmente utilizzo di Intelligenza Artificiale in nessuna sua forma, i progetti tangibili esistono. Come Scaled Robotics, vincitore della Startup Battlefield, che automatizza il controllo di qualità sui siti di costruzione attraverso robot in grado di ispezionare il sito, realizzare mappe 3D, verificare l’avanzamento dei lavori e fornire feedback sullo status.

Tra tutti i campi di applicazione dell’AI quello medico è dove sono riposte le speranze per un futuro con una migliorata capacità di diagnosi ma, soprattutto, di una accessibilità ai servizi medici su scala globale senza differenze per gli utenti. In questo quadro si inserisce SkinVision, app olandese (già scaricabile sia per Android che per iOS) che attraverso un algoritmo di machine learning permette, attraverso una semplice foto, di identificare il rischio di melanoma e altre forme di cancro alla pelle.

Tra un intervento e l’altro, nella Startup Alley, c’è spazio per decine di idee da ogni parte del mondo tra cui è possibile individuare qualcuno dei prossimi trend, anche per il mondo del media. Ne abbiamo identificati tre che, più che vere e proprie novità, sono conferme di tendenze recenti. La necessità di privacy da parte degli utenti e la ricerca di servizi che facciano un uso chiaro dei dati, ad esempio, che ha permesso la nascita di un servizio come SEAL Messenger, l’app di messagistica più sicura al mondo, secondo i fondatori. Scaricandola gli utenti saranno in grado di comunicare con messaggi sempre temporanei criptati ma anche di evitare che il destinatario possa fare uno screenshot della chat, scaricare sul proprio device i file condivisi o inoltrare un messaggio.

Privacy da una parte, necessità di catturare l’attenzione da parte dei marketers dall’altra. Ingaggiare l’utente e rubare una frazione del suo screen time è la sfida finale per tutti noi. In soccorso arriva la gamification. Che oltre alle applicazioni strettamente commerciali, apre il campo a obiettivi (anche) etici. BeBlocky è una “gamified learning app” Etiope che aiuta i bambini a imparare a programmare, sviluppando il loro pensiero critico e le capacità tecniche.

Lo screen time menzionato prima potrebbe anche ridursi in futuro per via dell’avvento di nuovi device. In attesa dell’annunciata rivoluzione vocale, aziende come MindAffect lavorano a un sistema di controllo che sfrutti lo sguardo dell’utente e le sue onde cerebrali per controllare i propri device.

Noi ci stiamo preparando a questo futuro. Per approfondire o farci qualche domanda, scrivici pure.